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Dal 1064 al 1383  |  Dal 1383 al 1557  |  Dal 1557 al 1910
Alfonso I Henriques  |  Gualdim Pais  |  Dionigi I re del Portogallo
Commenda di Tomar  |  Castello di Almourol  |  Castello di Ourém

Il Portogallo dal 1064 al 1383…

Portogallo
Tempio Évora

Prima della nascita della nazione portoghese

All'inizio, il paese venne occupato da tribù che avevano stretti rapporti con i Fenici, i Cartaginesi e i Greci. I Romani riuscirono a sconfiggere la loro resistenza solo dopo interminabili e faticose campagne. La parte occidentale della penisola venne conquistata nel II secolo a.C. La provincia della Lusitania fu istituita da Augusto. Quest'ultima venne invasa nel V secolo dagli Alani e dagli Svevi, che lasciarono definitivamente il posto ai Visigoti. La dominazione musulmana, che ebbe inizio nel 711, cominciò a vacillare con le campagne di Alfonso III, re delle Asturie (866-910), che conquistò la regione di Oporto, quindi con quelle di Ferdinando I, re di Castiglia, che liberò la regione tra il Douro e il Mondego (1064).


La formazione del regno portoghese: la dinastia di Borgogna

Alfonso VI, re di Leon, le cui campagne si erano spinte fino al Tago, donò la contea del Portogallo (regione di Oporto) ad Enrico di Borgogna, marito di Teresa, sua figlia illegittima; questo territori venne quindi separato artificiosamente, ma definitivamente, dalla Galizia, dove si parlava lo stesso dialetto, e dal resto della penisola iberica (1097); Enrico emancipò il Portogallo dalla Castiglia, sul piano religioso, ottenendo l'attribuzione a Braga della funzione di arcivescovado (1104), ma non poté impedire ai musulmani di riprendere Lisbona e Santarém. Dopo il periodo di agitazione che seguì la sua morte (1114), suo figlio Alfonso Henriques (1128-1185) consacrò finalmente l'indipendenza del Portogallo. Con l'appoggio della nobiltà, egli ruppe tutti i legami con la Castiglia; il prestigio derivatogli dalla vittoria sui Mori a Ourique (1139) lo portò a conquistarsi il titolo di re, che la Castiglia gli riconoscerà nel 1143.

Il Portogallo proseguì l'espansione verso sud, a scapito dell'islam. Installando la capitale a Coimbra e sistemando i Templari e gli Ospitalieri tra il Mondego e il Tago, Alfonso I Henriques prese Santarém, Lisbona (dal 1147) e Sintra, e occupò una parte dell'Alentejo. I suoi successori continuarono la sua crociata di conquista, appoggiandosi sugli ordini spagnoli di Santiago e di Calatrava, che si nazionalizzarono molto velocemente, e non esitando a dirottare alcune crociate destinate alla Terra Santa per sconfiggere più facilmente i musulmani del Sud. In realtà, fu solo dopo la sconfitta del califfato almohade a Las Navas de Tolosa (1212), alla quale parteciparono le truppe portoghesi di Alfonso II (1211-1223), che le conquiste subirono un'accelerazione, per concludersi poi nell'Algarve (1249) sotto il regno di Alfonso III (1248-1279). I paesi conquistati, dove alcuni musulmani ed ebrei rimasero fino al 1497, vennero subito valorizzati, non solo ad opera di coloni provenienti dal Nord, che vi diffusero il dialetto di Oporto, ma anche ad opera di personaggi stranieri (laici o ecclesiastici), come i cistercensi di Alcobaça o i canonici regolari di Sant'Agostino. Gli immigranti, giunti in gran numero (soprattutto ai tempi di Sancio I, 1185-1211) e raggruppati in centri indipendenti dalle signorie preesistenti, ottennero dal sovrano delle carte che attestavano alcuni privilegi.

La compiutezza territoriale del Portogallo nella metà del XIII secolo coincise, in parte, con la sua compiutezza istituzionale. La monarchia, che era ereditaria fin dall'XI secolo, deteneva di fatto tutti i poteri; ma la pratica dell'acclamazione popolare, che ricordava le origini elettive della monarchia ai tempi dei Visigoti, portò all'istituzione delle Cortes. Le prime Cortes conosciute sono quelle di Coimbra, dove erano rappresentati solamente il clero e la nobiltà (1211), ma che cominciarono ad elaborare i primi elementi di una legislazione portoghese. Fino a quella data, gli unici limiti all'autorità reale erano costituiti dai privilegi di un clero e di una nobiltà molto ricchi, che si erano arrogati il diritto di esercitare la giustizia o di riscuotere dei benefici dai propri dipendenti, inserendosi quindi nell'ambito di un vero e proprio sistema feudale. Ma i progressi del feudalesimo e del clero preoccupavano non poco Alfonso II, che, con l'aiuto del cancelliere del padre (Juliao), ne provocò una prima battuta di arresto facendo verificare tutti i titoli di proprietà ("inquiriçoes") e impedendo al clero regolare e secolare di acquisire beni immobili tramite l'"amortizaçao" (letteralmente, rimborso, ammortamento). Il conflitto continuò sotto Sancio II (1223-1248), che venne deposto dal Papa e sostituito con il fratello cadetto Alfonso (1245), che, in cambio, dovette promettere di rispettare i diritti della Chiesa (Patto di Parigi, 1245). Nonostante l'appoggio della Castiglia, Sancio, trinceratosi nel nord del paese, dovette infine rifugiarsi a Toledo (1248). Alfonso III venne quindi riconosciuto re del Portogallo; una volta ottenuta la vittoria, egli si rifiutò di applicare i termini dell'accordo di Parigi. Non solo egli limitò ulteriormente i diritti del clero, ma in più ammise per la prima volta alle Cortes de Leiria (1254) i rappresentanti delle città, appoggiandosi così sulla borghesia al fine di annullare i progressi realizzati dal feudalesimo all'inizio del XIII secolo. Egli consentì a questa nuova classe sociale di inserirsi nella "curia reale", le cui funzioni cominciavano ad essere sempre più specifiche e i cui membri più istruiti, i giuristi, aiutavano il sovrano a redigere e far applicare le "ordenaçoes" (letteralmente, ordinanze) dirette contro i privilegiati. Sotto il regno di Dionigi (1279-1325), che fondò nel 1290 l'università di Lisbona (trasferita a Coimbra nel 1308, venne di nuovo spostata a Lisbona dal 1338 al 1354 e dal 1377 al 1537) e fece del dialetto di Oporto la lingua nazionale, la politica di rafforzamento dell'autorità reale continuò con l'appoggio della borghesia urbana, di cui vennero favorite, in compenso, le attività economiche. Fin dal XII secolo, la pratica della pesca aveva comportato lo sviluppo della vita marittima; ben presto, i mercanti portoghesi cominciarono a frequentare Bruges e Londra, dove vendevano i prodotti del proprio paese: pesce, sale, vino, olio, pelli, chèrmes (polvere colorante di colore rosso scarlatto ottenuta dalle cocciniglie).

I successori di Dionigi, Alfonso IV (1325-1357) e Pietro I (1357-1367), continuarono la sua opera e orientarono il paese verso l'espansione oltremare. Ma il Portogallo, la cui popolazione era stata dimezzata dall'epidemia di peste nera del 1348, conobbe nel XIV secolo una grave crisi economica. Per scongiurare tale crisi, Ferdinando I (1367-1383) incoraggiò gli armatori nazionali, in forte concorrenza con quelli stranieri, e creò una sorta di compagnia di assicurazioni; inoltre, obbligò i proprietari a coltivare le proprie terre, pena l'espropriazione a vantaggio della monarchia (1375). Ma questi sforzi si rivelarono insufficienti e la politica "avventurosa" del sovrano di Castiglia non fece che aggravare ancora di più la situazione.

Ermete Trismegisto

I tesori dei Templari a Tomar?

Questa raffigurazione, che orna una delle chiavi di volta di una sala del Convento di Cristo (che fa parte del castello di Tomar), è stata interpretata da M. Guinguand (L'or des templiers: Gisors ou Tomar, ossia L'oro dei Templari: Gisors o Tomar) come la rappresentazione di Ermete Trismegisto, considerato il fondatore dell'alchimia; essa potrebbe rendere conto del fatto che questa "arte" veniva praticata nel convento, nonché testimoniare la presenza di un "uovo filosofico", o vaso alchimistico, che è tuttora possibile vedere a ovest del castello. Durante il MedioEvo e il Rinascimento, l'alchimia era considerata una vera e propria filosofia della materia, i cui adepti cercavano di penetrare i misteri della natura; l'aspetto misterioso che le veniva solitamente attribuito dipendeva dalla codificazione del linguaggio utilizzato (riservato ai soli iniziati).

Questa effigie raffigurante tre volti è situata in prossimità del refettorio del Convento di Cristo, in posizione ben nascosta (attualmente, nascosta anche ai visitatori). Tuttavia, la sua collocazione è tale che se essa venisse rimossa, non solo il soffitto crollerebbe, ma anche tutto il piano superiore. Inoltre, si ritrova esattamente la stessa testa scolpita nella parte inferiore di uno dei pilastri della Cattedrale di Sées in Francia. Secondo M. Guinguand, queste due sculture indicano l'ubicazione dello stesso tesoro (ossia, quello dei Templari), ma in due epoche differenti.

Secondo lui, i preziosi beni dell'Ordine del Tempio erano stati riuniti e messi al sicuro a Sées, in un punto segretissimo al quale il pozzo che si trova all'interno della cattedrale sembra essere in qualche modo collegato. Quando Filippo il Bello decise di fermare i Templari, nel 1307, Jacques de Molay, allora Gran Maestro dell'Ordine del Tempio, affidò a uno dei suoi cavalieri la missione di salvare il tesoro. Esso venne quindi trasportato verso il nord della Francia, dove l'attendeva una parte della flotta dei Templari, venuta da La Rochelle. Il prezioso carico prese il mare in direzione del Portogallo e sbarcò a Serra d'El Rei, vicino a Óbidos, da dove venne trasferito senza problemi a Tomar.

Recentemente, gli esperti internazionali hanno cercato di scoprire cosa si trovava nel sottosuolo di Tomar, sapendo che esistevano degli ingressi sigillati e che in altri luoghi i Templari avevano costruito fino a trenta metri sotto terra. Gli esperti stessi avevano fatto appello all'Istituto di Geofisica e, grazie alla geoelettricità e al georadar, avrebbero potuto individuare eventuali cavità sotterranee fino a 40 metri di profondità, senza aprire, toccare o rovinare niente. Ma il Ministero della Cultura portoghese ha impedito loro di eseguire tali ricerche.

In realtà, le leggende pullulano ancora: ci sarà davvero un tesoro nascosto sotto il castello di Tomar, ossia il quinto Vangelo scritto da Gesù Cristo in persona?


 

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